28 Novembre 2011
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MISS
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Avete presente la ragazza dei vostri sogni? Sì, proprio quella. Quella che non dovrebbe esistere perché fatta di pura immaginazione evanescente, un insieme di “idee ideali” amalgamate dalla vostra mente. Bene. Ora sappiate che quella ragazza la state ammirando in tutto il suo raggiante splendore proprio qui, nelle pagine centrali di Play Tuscia n. 5. Si chiama Micaela Nascenzi, ha diciassette anni, vive a Sutri e frequenta il quarto anno dell’istituto di grafica e moda. Fin qui tutto normale, penserete voi. Beh, sì… fin quando non iniziamo a parlare di ciò che le interessa. Si presenta con vestiti disegnati e cuciti da lei. Ricami, dettagli, nulla è lasciato al caso. “Ma non dovevamo fare altre foto?” sorride la nostra miss. La facciamo accomodare e, dopo un paio di domande di rito, azzardiamo la sempiterna: “Cosa ti piace fare?” Una valanga. “Adoro l’arte, il disegno e la fotografia. Uno dei miei sogni è frequentare l’Accademia della Moda e del Costume di Firenze. Lì, se ci pensate, sono nati alcuni tra gli artisti più apprezzati della storia, ed è una città che pullula di intriganti segreti. Sono totalmente affascinata dal capoluogo fiorentino e dalla Toscana in generale.” D’altronde, Micaela ha anche sangue toscano, essendo nata a Bibbiena, in provincia di Arezzo, per trasferirsi nella Tuscia undici anni or sono, curandosi di lasciare il cuore tra le verdi colline natie. “Come sei venuta a conoscenza dei nostri casting? Dove hai conosciuto Play Tuscia?” “Diciamo che è stato un caso. Ero alla discoteca Le Saline di Vetralla, il 30 luglio, giorno del mio compleanno, e due mie amiche, che poi hanno partecipato al casting per questo numero, (Chiara e Laura - n.d.r.) mi hanno convinta a buttarmi. Sinceramente non mi sarei mai aspettata di vincere!” Il discorso studi è uno dei tanti punti forti di Micaela. Ha ottenuto in questi ultimi giorni una borsa di studio, meritata per il suo “studiare troppo” a detta dei suoi stessi insegnanti. Una delle sue più grandi passioni, come anticipato prima, è appunto il disegno di moda, il progettare vestiti. E dalla sua cartellina magica, tira fuori una raccolta. Li guardiamo e, da non addetti ai lavori, restiamo un po’ sorpresi. Micaela ha uno stile particolare. È vero, sono vestiti, ma le proporzioni delle figure sono alterate in un senso di dinamismo che sembra riprendere elementi dall’espressionismo. “Ma, scusa… qui vediamo che il disegno somiglia più ad un quadro che ad un progetto utile a realizzare un prodotto.
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È una regola che nella moda si disegni con queste proporzioni alterate?” “No.” risponde con risolutezza e veemenza, “Quello è il mio stile. Forse per chi non è del campo può essere una piccola sorpresa, ma il disegno degli abiti è prima di tutto una forma d’arte, e mai un’opera esclusivamente consumistica o industriale. Si disegnano abiti, che non sono altro che espressioni creative, un po’ come un’opera di architettura. Il fatto che venga utilizzata non ne altera la componente artistica, e lo stesso vale per i miei disegni. Spesso disegno abiti che non possono essere realizzati né indossati, ma il disegnarli è comunque una mia espressione.È una regola che nella moda si disegni con queste proporzioni alterate?” “No.” risponde con risolutezza e veemenza, “Quello è il mio stile. Forse per chi non è del campo può essere una piccola sorpresa, ma il disegno degli abiti è prima di tutto una forma d’arte, e mai un’opera esclusivamente consumistica o industriale. Si disegnano abiti, che non sono altro che espressioni creative, un po’ come un’opera di architettura. Il fatto che venga utilizzata non ne altera la componente artistica, e lo stesso vale per i miei disegni. Spesso disegno abiti che non possono essere realizzati né indossati, ma il disegnarli è comunque una mia espressione. Tra l’altro, il disegno di moda è molto più complesso di quello che sembra. Non per vantarmi, ma io sono la più veloce! Spero di poter lavorare nell’azienda di un grande stilista, perché in quell’ambiente si crea davvero”.Naturalmente, questa è solo una delle cose per cui la nostra Miss ha interesse. Parlando, è emerso anche il discorso musica classica (trovatela, una ragazza di diciassette anni che sappia anche solo cosa sia la musica classica!) “Suono il clarinetto da cinque anni, adoro la musica classica e tutto ciò che è “classico” in generale. Infatti ho sbagliato epoca: sarebbe stato perfetto nascere nel Rinascimento. Ah, e adoro le moto!” Cosa? Come? Dove? Che c’entra? “Si, le moto! La passione l’ho ereditata da mio padre, centauro per vocazione. Ha venduto una sua moto e dopo una settimana se l’è ricomprata. Ora viaggia con lo scooter. Io, invece, ho una Yamaha YZF R125 che comincia a starmi stretta. Naturalmente miro alla R1! Ah, e vorrei anche una Ducati 1198, magari per andare a correre in pista!” Questa ragazza non smette più di sorprenderci, come può avere questa poliedricità? Sicuramente la sostiene il suo carattere forte, impulsivo, convinto; se si discute con Micaela e lei fa presente una cosa, non c’è verso di farle cambiare idea. È una ragazza testarda, (sua madre corregge: “è di travertino!” e bussa sulla scrivania della redazione). Per Micaela, più che apparire è importante essere, il carattere delle persone. Ci fa notare che l’incoerenza e lei non vanno molto d’accordo, se vuoi esserle amico fai in modo di non sbagliare una virgola, altrimenti non avrai seconde occasioni. Il suo ragionamento, dopotutto, non fa una piega: “Sono una persona coerente fino all’estremo, e mi circondo di persone solo se posso contare anch’io sulla loro coerenza. Se vengo tradita da una persona, mi aspetto che, sempre per coerenza, quella persona possa farlo di nuovo, perciò chiudo”. Con queste caratteristiche, Micaela non può che essere una ragazza del tutto estranea alla massa, e questo la porta ad essere al contempo ammirata e incompresa. È fidanzata da due anni e mezzo con Leo, ragazzo fortunato, a cui sia lei che noi mandiamo un saluto. Insomma, la nostra Miss Play Tuscia è davvero una ragazza con la testa a posto, ideali, obiettivi, passioni e molto, ma molto sale in zucca. Naturalmente, una così non poteva che stracciare la concorrenza, grazie anche alla pubblicità del papà che ha fatto arrivare voti da tutto il mondo, America, Romania, Toscana...Avvicinandoci alla conclusione, poniamo una delle domande più pericolose: il tuo motto? Sale la tensione, perché anche un’intervista così può essere demolita e devastata da una meteora di banalità nel sentir rispondere “Carpe Diem”, che è il motto del 99% delle ragazze. Micaela non ci delude neanche un po’: Impara l’arte e mettila da parte. E sempre parlando di coerenza, oseremmo dire che, a soli diciassette anni, cara Micaela, hai già imparato e messo da parte molta più arte di quanta ne mette da parte tanta gente in una vita intera. E non mollare, continua così e sii d’esempio per chiunque abbia almeno un sogno diverso dal fare la velina, ché se ci fossero più persone come te, il mondo sarebbe un posto molto, ma molto migliore. |





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