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Miss

A volte delle modelle ci si fa un’idea che molto spesso non corrisponde alla realtà. Bellezza, immagine e piedi poco saldi in terra. Per non dire altro. Un po’ quello stereotipo della donna – combattuto dalle donne – che è arrivato fin dentro gli anni ‘70 dello scorso secolo. Un soggetto da “tutelare”. Una “forma mentis” fortunatamente spazzata via dal “nuovo” diritto di famiglia del 1975. Per Ilena Iannaccone non vale neanche il discorso sulla “giovane età”, quella che quasi per forza ti dovrebbe precludere maturità emotiva e cognitiva, quella del “certe cose ancora non le capisci”. Ilena Iannaccone, 22 anni, Viterbese del Murialdo ed erede di una storica famiglia di commercianti, è sicura, decisa e responsabile. Espressione di una generazione che in futuro riserverà molte sorprese. È una delle ragazze immagine del “Perfidia”, ma gestisce, come imprenditrice, anche due attività commerciali in pieno centro cittadino: il “Lollypop” e il “Love”, Abbigliamento e accessori. “Love”, aperto appena un anno fa. Non il “love, love, love” alla Verdone, film fine anni ‘70 di santoni e fricchettoni, ma “amore” verso il lavoro e la propria tradizione familiare. E anche durante l’intervista è capitato spesso di essere interrotti da telefonate di lavoro. Contratti, buste paga e fatturato, gli argomenti trattati. La variante “modella” è ancora un hobby, ma Ilena sta lavorando per farla diventare una professione. “Senza però rinunciare – come ci ha detto – al mio impegno lavorativo”. Due versanti, dunque, portati avanti parallelamente. Sia nel presente, che verso il futuro. “Perché quest’ultimo è incerto e occorre sempre organizzarsi. Perché a 30 anni di solito la professione di modella volge verso il tramonto. Ma la vita no, quella continua”. Anzi, prima o poi – lei che ha terminato gli studi con il diploma da ragioniera al “Paolo Savi” - si iscriverà pure all’Università. Una carriera, quella da modella, iniziata presto. Decisamente in crescendo. “Tutto è cominciato quando avevo 15 anni e partecipai per caso ad un Concorso di bellezza durante le festività di Santa Rosa, vincendolo. Da allora, tramite passaparola, ho preso parte ad altre iniziative”. Fra l’altro, non da poco. Miss Italia a 17 anni. Semifinali e impossibilità di accedere alla finale perché minorenne. Miss Universo un paio di anni dopo, con tanto di finale a Santa Maria di Leuca in Puglia. Nel suo curriculum ci sono inoltre tutta una serie di partecipazioni a programmi televisivi: “Bombay” per La 7, “Acquarius” per Sky, “Lotto alle otto” e i “Fatti Vostri” per Rai 2. Alle spalle anche 10 anni di danza classica e moderna.

“Mi sono mossa sempre da sola – ci spiega – avvalendomi di una rete di conoscenze e appoggiandomi a un’agenzia di Viterbo, la Backstage”. La bellezza come rendita di posizione? “Nient’affatto – ci risponde Ilena – la bellezza non è solo un fatto estetico, ma un insieme di qualità che vengono messe in sinergia. Senza logicamente escludere l’intelligenza. Saper guardare tra le cose e interpretare ciò che ti sta attorno”. Altrettanto fondamentali sono poi le regole in un’attività dove si può anche morire. Lo dimostra la modella Isabelle Caro, uccisa dall’anoressia. Una delle “morti bianche” di questo mestiere. “Regole che le stesse case di moda dovrebbero mettere.

Ilena Iannaccone

Ad esempio, far sfilare e lavorare solo ragazze taglia 42, stabilire un modello di bellezza che riconosca nella storia dell’arte un punto di partenza, attualizzandone l’iconografia. Soggetti dalle forme ben definite e visibili. Botticelli, Caravaggio ed altri. Dai dipinti del ‘400-’500 si può imparare a fare fotografia, per come sono disposti i soggetti, ma anche moda, per come essi si presentano”. E anche da Ilena Iannaccone si può imparare molto. Sicuramente ben più del mestiere di modella.